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Zolfatai

Il meccanismo di un'azienda zolfifera era molto complesso in ordine al personale che vi lavorava, il quale, secondo il tipo di lavoro che svolgeva, si distingueva in personale lavorante, sorvegliante, tecnico e amministrativo. Il personale lavorante era costituito da picconieri, carusi, spesalori, vagonieri, acqualori e altri tipi di operai che si esamineranno di mano in mano. Il personale sorvegliante si componeva di vari tipi di guardie, mentre quello tecnico era rappresentato da ingegneri, periti minerari e capimastri. Infine il personale amministrativo o direttivo comprendeva i contabili e il direttore.

I Carusi

Descritti in tanti romanzi e novelle di autori famosi, sfruttati e maltrattati da un sistema che non ammetteva pietà, i carusi erano ragazzini, "picciriddi di 7 - 8 anni che aiutavano la famiglia a ''buscare' un pezzo di pane. Molti di loro a quei tempi venivano venduti ai Capi partita per cento o duecento lire e il padre non poteva più riaverli, fino a quando non restituiva i soldi ricevuti."

Il termine siciliano carusi letteralmente significa "ragazzi" e deriva dall'espressione latina carens usu che significa "mancante d'esperienza".

Il fenomeno del lavoro minorile è stato a lungo diffuso in tutta Italia: nello specifico, il termine caruso era riferito ai minorenni del meridione d'Italia, dopo l'unità.
I Carusi erano elementi essenziali in tale sistema di lavoro: sotto tale nome andavano compresi non solo i ragazzi, ma anche gente invecchiata in quel mestiere; il loro compito consisteva nel trasportare all'esterno il materiale estratto nelle viscere della terra, in un'epoca in cui si sconoscevano gli ascensori meccanici o non si avevano le capacità economiche per impiantarli. Leggi tutto...
 

Picconieri, Spesalori e Fabbri

PicconieriI picconieri o "pirriatura" estirpavano il minerale e lo mandavano fuori dalla miniera. Il loro compenso era a giornata o secondo la quantità di zolfo estratto; il turno di lavoro era di otto ore e alcuni, per guadagnare di più, facevano "la duppia", cioè aumentavano le ore di lavoro.

Le giornate lavorative in un mese variavano da venti a venticinque, essendo giorni di riposo la domenica, i giorni festivi nonché quelli in cui il lavoro era reso impossibile da guasti e riparazioni agli impianti.

Nelle ore di lavoro essi stavano quasi completamente nudi per il caldo delle gallerie sotterranee.

Giuseppe Pitré, nel volume primo degli "Usi e costumi del popolo siciliano", si sofferma a parlare delle tristi condizioni dei picconieri dei suoi tempi, dei quali egli descrive lo stato di abbrutimento con pennellate quanto mai vive, riportando un saggio delle terribili imprecazioni che questi infelici oppressi dalla fatica lanciavano contro tutto e contro tutti. Leggi tutto...
 

Riempitori e Arditori

ArditoreI riempitori o "inchitura" curavano la fusione del minerale; infatti questa dipendeva dall'esatto riempimento dei calcheroni e dei forni che avveniva mettendo il materiale più grosso in basso e quello più minuto in alto fino a formare un cono. Erano cottimisti e quindi pagati secondo il numero di vagoni impostati, e dalle somme ricevute dovevano detrarre l'importo per pagare i carusi, che li aiutavano nel riempimento e nello svuotamento degli impianti di fusione.

Gli arditori o "arditura" erano i veri arbitri della produzione. Essi guidavano e assistevano la fusione, cercando di ottenere una buona solidificazione, garanzia di qualità dello zolfo. Erano direttamente sorvegliati dal capomastro e dai periti minerari che gli impartivano delle direttive per scongiurare una cattiva produzione. La loro attività era continua, dovendo badare a più calcheroni in fusione contemporaneamente sia di notte che di giorno. Il pagamento era proporzionato alla quantità di balate estratte dalla fusione.

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Vagonieri, Ricevitori e Marchieri

VagoniereI vagonieri o "vagunara" erano dei carusi prossimi a divenire picconieri, dai sedici ai vent'anni; il loro lavoro consisteva nello spingere i vagoni sulle rotaie, per trasportare il minerale ai luoghi di scarico; il pagamento era proporzionato al numero di vagoni che trasportavano. Questa attività era meno pesante di quella del picconiere o del caruso; infatti la maggior fatica si aveva soltanto per rimettere sulle rotaie il vagone che accidentalmente era "scarruzzatu" cioè ne era venuto fuori.


I ricevitori o "ricivitura" erano operai che stavano all'ingresso e al basso del pozzo o dei piani inclinati per ricevere i vagoni pieni o scarichi e manovrarli per intodurli o estrarli dalle gabbie. In ogni pozzo o piano inclinato lavoravano due alla volta, l'uno alla bocca del pozzo, l'altro alla fine della galleria che immetteva al pozzo. Leggi tutto...
 

Pesatori, Magazzinieri e Catastari

PesatoriI pesatori o "pisatura" avevano il compito di pesare tutto lo zolfo sia al momento della divisione tra proprietario ed esercente, sia al momento della spedizione ai magazzini o ai porti d'imbarco. Essi dovevano dare esatto conto della quantità di zolfo prodotto e di quello consegnato. Dovevano essere persone molto oneste per meritarsi la fiducia delle parti. Gli strumenti a loro disposizione erano stadere, bilance a sospensione, ma soprattutto la basculla che prendeva comunemente il nome di "bilicu".

I magazzinieri espletavano una doppia mansione; alcuni attendevano ai magazzini di attrezzi e di rifornimenti vari occorrenti per il funzionamento della miniera, altri accudivano ai depositi dello zolfo fuso. I primi quindi lavoravano in miniera e il loro ruolo era quello di controllare l'uscita e l'entrata di materiale di ogni tipo, prendendo nota di tutto in appositi registri, rilasciando i fogli di accompagnamento alle persone che avevano il compito di ritirare i vari oggetti per conto delle partite di lavoratori. Leggi tutto...
 

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