Scioperi e rivendicazioni operaie degli zolfatari

“Il vero debutto degli zolfatari sulla scena dello sciopero avvenne nel periodo 1890-1896, nel vivo della crisi senza precedenti che aveva colpito il settore solfifero a partire dal 1883-1884. la congiuntura sfavorevole, anche per il suo prolungarsi nel tempo, aveva avuto conseguenze durissime sulla condizione operaia: migliaia di lavoratori rimasero senza occupazione; gli altri, quelli che erano riusciti a sfuggire a questo destino, nonostante la maggiore durata della giornata di lavoro e l’aumento del rendimento, videro abbassarsi i salari fino a raggiungere minimi storici.”

(Spampinato R., Gli zolfatari. Lavoro, scioperi, organizzazione operaia (1890-1914), in Barone G., Torrisi C. (a cura di), Economia e società nell’area dello zolfo, secoli XIX, XX, Caltanissetta-Roma 1989, pag. 260)

Nel 1901 i 38.922 zolfatari impiegati nelle miniere siciliane rappresentavano la più alta concentrazione operaia del meridione.

[…] L’altra stagione di lotte degli zolfatari è più nota. Si aprì nel 1903[…]. Gli scioperi di quest’anno ebbero il loro epicentro nelle grandi miniere del gruppo nisseno dove l’istaurazione di tecniche più moderne aveva modificato i tradizionali rapporti di lavoro e creato un proletariato più omogeneo.

Il movimento rivendicativo era cominciato in maggio nelle due miniere Iuncio-Testasecca e Stretto-Giordano con le solite richieste di aumenti salariali, ma assunsero il volto di una grande battaglia sindacale quando gli zolfatari della Trabonella, la miniera più meccanizzata dell’isola, […] presentarono un’ampia piattaforma rivendicativa che, oltre agli aumenti salariali, prevedeva il riconoscimento della lega (costituita nel marzo di quell’anno) come rappresentante legittima dei lavoratori e tutta una serie di misure tendenti a tutelare gli interessi operai. Da quel momento si innescò una reazione a catena: i ‘trabonellari’ di fronte al netto rifiuto della controparte a trattare, passarono al boicottaggio della miniera andando a lavorare nelle altre della zona; a sua volta il padronato minerario, intuita l’importanza della posta in gioco, reagì proclamando la serrata di tutte le zolfare del gruppo nisseno.

[…] La controversia ebbe forse il suo momento culminante nella grande sfilata del 15 giugno 1903, quando a dimostrazione della loro forza ottomila manifestanti sfilarono per le vie di Caltanissetta.

(Spampinato R., Gli zolfatari. Lavoro, scioperi, organizzazione operaia (1890-1914), in Barone G., Torrisi C. (a cura di), Economia e società nell’area dello zolfo, secoli XIX, XX, Caltanissetta-Roma 1989, pagg. 265-266)

Essi, poi, hanno travalicato i confini regionali perché hanno raffigurato a lungo il limite di abbrutimento a cui potevano arrivare le condizioni di lavoro in Italia. […], hanno pesato su molta parte della storia della legislazione del lavoro, […].

(Spampinato R., Gli zolfatari. Lavoro, scioperi, organizzazione operaia (1890-1914), in Barone G., Torrisi C. (a cura di), Economia e società nell’area dello zolfo, secoli XIX, XX, Caltanissetta-Roma 1989, pag. 247)

Alcune conquiste sociali degli zolfatari siciliani, nel periodo dei grandi scioperi

1882 – prima cassa di soccorso;
1898 – legge sull’obbligo dell’assicurazione degli operai;
1904 – istituzione del “Sindacato Obbligatorio Siciliano di Mutua Assicurazione” per gli infortuni sul lavoro delle zolfare;
1906 – sussidio di invalidità;
1923 – diritto al conseguimento della pensione di legge.

Autore dell'articolo: amicidellaminiera

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