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Cimitero minatori, il Comune acquista il terreno

Cimitero MinatoriIl Comune si appresta ad acquisire il terreno di contrada “Juncio-Gessolungo” dove c’è il monumento con il cimitero dei 65 minatori, tra cui molti “carusi”, che morirono nella sciagura del 12 novembre 1881 avvenuta nella vicina zolfara. Si appresta a farlo a distanza di quasi 4 anni da quando fu avviata la pratica e malgrado dallo stesso tempo sia stata impegnata nel bilancio comunale, ed è disponibili sin da allora, la spesa necessaria.
Fu infatti il 15 dicembre 2008 che Salvatore Dinaro dichiarò la disponibilità a cedere al Comune una porzione di terreno di circa 1.700 metri quadrati del fondo di sua proprietà dove si trovano il monumento e il cimitero.
Fu anche concordato il prezzo di vendita pari a 7.500 euro per la vendita e la somma venne impegnata con delibera della Giunta comunale del 18 aprile 2009 con la quale fu anche impegnata la ulteriore somma di 2.000 euro per spese notarili e 5.024,28 euro per contributo all’associazione “Amici della miniera” per ottemperare ad alcune condizioni che il Dinaro aveva posto per la vendita. Ora il Comune si accinge a dare corso a quanto allora stabilito e a stipulare il preliminare di vendita con il quale si impegna a corrispondere subito al venditore la metà della somma pattuita (3.750 euro) a titolo di caparra confirmatoria e il resto dopo che saranno realizzate attraverso l’associazione “Amici della miniera” le condizioni previste che comprendono la realizzazione di un nuovo passo carraio per consentire al venditore l’accesso nella rimanente parte del suo fondo, la demolizione del muro di sostegno necessario per realizzare il passo carraio, gli onorari per i professionisti che dovranno eseguire il frazionamento della porzione di terreno ceduta al Comune e altre spese necessarie. Tutte cose che dovranno essere eseguite entro otto mesi perché subito dopo sarà sottoscritto l’atto finale di vendita. È previsto che successivamente il Comune avrà la gestione del “Memoriale” che dovrà conseguentemente curare. Per cui il monumento e il cimitero non dovrebbero essere più abbandonati come succede attualmente. Ora c’è la scusa che non si sa chi ha la gestione, ma solo perché non c’è la formalizzazione degli atti. Poi non ci sarà più. Comunque, quanto ora si sta per fare è un atto dovuto.
Non bisogna dimenticare che il monumento e il cimitero costituiscono la conservazione della nostra memoria, di un tragico episodio della storia delle miniere del nostro territorio intrisa di sangue umano versato anche da piccole vittime quali sono stati i “carusi”.

La Sicilia, Luigi Scivoli
 

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