Miniera Juncio-Tumminelli

La miniera si trova (vedi la mappa) poco sotto la Gessolungo e appartiene allo stesso filone che partendo proprio dalla Gessolungo arriva, formando una specie di ferro di cavallo, fino alla miniera Giumentaro che si trova al di la del fiume Salso, passando per le miniere Stretto e Saponaro. Lunga anche la storia di questa miniera che ha visto nel suo sottosuolo momenti drammatici come racconta Mario Zurli in “Disgrazia in miniera, 3 maggio 1957”, quando a perdere la vita furono in sei tre dei quali furono “recuperati” solo dopo molti anni.

Cenni giacimentologici.

Dalla sezione geologica si evince lo schema giacimentologico di questa miniera, che coltiva il medesimo strato solfifero sfruttato nelle altre miniere delle contrade Juncio e Stretto, (miniera Testasecca, miniera Cinnirella, ecc) La stratigrafia della sezione sopradetta, rilevata dal Mottura, è la seguente

  1. argille salate del miocene
  2. tripoli con interessanti ritrovamenti fossiliferi
  3. Calcare marnoso magnesiaco
  4. altro banco di tripoli con macrofauna ittica
  5. briscale e zolfo
  6. gessi
  7. marne con trovanti calcarei, interpretati come indice di una formazione secondaria a seguito di trascinamento
  8. trubi
  9. marne plioceniche
  10. trubi calcarei sabbiosi
  11. arenarie plioceniche

Strutture di soprasuolo

Interessante il pozzo Tumminelli, dotato negli anni ’60 del più moderno impianto di estrazione di quanti ne siano stati realizzati nel settore delle miniere di zolfo.
L’impianto, che segue il prototipo progettato per la miniera Pasquasia, è dotato di skip con contrappeso, è stato sopra descritto. Oltre al pozzo, ancora ben conservato (anche se non funzionante già nel 1990, a tre anni dalla chiusura della miniera, a causa della delicatezza che richiede una manutenzione continua), interessanti sono i locali costruiti nel suo intorno. Si tratta di una palazzina per mensa e alloggi, piuttosto ben conservata, e, soprattutto, dei locali officine (meccanica, elettrica, e falegnameria), che all’interno conservano quella poca attrezzatura reperibile nelle miniere di zolfo del comprensorio, e di cui la più grande presenta belle capriate in ferro tubolare.

Strutture di sottosuolo

I sotterranei sono inaccessibili in quanto tutte le vie di accesso sono state ritombate mediante riempimento a sacco e ricoprimento con dado in cls armato.

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Autore dell'articolo: amicidellaminiera