Crisi finale e dismissione del settore solfifero siciliano (1970 – 1989

I sotterranei della miniera Trabonella furono sigillati il 3 dicembre 1975. Solo l’impianto di flottazione rimase in attività, con minerale proveniente da altra miniera.
L’unica miniera attiva nell’estrazione del minerale, all’interno del bacino solfifero a nord-est di Caltanissetta, fu la Gessolungo-Iuncio Tumminelli.
Nei primi anni ’80 gli ultimi due impianti vennero costruiti all’interno della miniera Trabonella: si tratta degli impianti di purificazione e di ventilazione dello zolfo.
Il primo impianto è ospitato in un capannone in cemento armato prefabbricato, adiacente l’impianto di flottazione. Nell’impianto di purificazione veniva trattato il concentrato di flottazione per l’eliminazione del suo contenuto in acqua, mediamente del 10 %, e della ganga ancora presente, per essere portato al tenore 99-100 % in zolfo. Il minerale arricchito, mediante un nastro trasportatore, veniva inviato al piazzale esterno. Il successivo impianto di ventilazione, che si trova nei pressi dell’uscita secondaria della miniera, produceva zolfi ventilati per l’agricoltura. L’impianto è ospitato in un edificio prefabbricato, di fronte ai silos del concentrato di flottazione e del concentrato purificato dai quali veniva inviato il minerale tramite un nastro trasportatore, ed è ancora in buono stato di conservazione. Attraverso i reparti essiccazione e macinazione, veniva prodotto e confezionato il ventilato di zolfo, utilizzato in agricoltura.
Adiacenti all’impianto di ventilazione si trovano i depositi degli stok di zolfi ventilati. Sul piazzale esistono, ancor oggi, parti di alcune varietà di prodotti finiti di zolfo. Dinanzi l’uscita secondaria della miniera è collocata la bilancia a “bilico” per la pesatura dei camion.

Nel 1988 la Regione Siciliana, con la L.R. 8 novembre 1988 n. 34, decretò la dismissione del settore solfifero con la chiusura definitiva di tutti gli impianti.
I pozzi Fiocchi, Maurelli e Tumminelli sono stati chiusi il 23 gennaio del 1990.
L’E.M.S., a completamento della sua pessima e irresponsabile amministrazione, non fece nulla per salvaguardare almeno i macchinari e le attrezzature, lasciandole nell’incuria generale, contravvenendo anche a quanto stabilito dalla legge regionale 34/1988 che all’articolo 8 recita: “L’E.M.S. […] provvederà alla chiusura delle miniere di zolfo […] curando il recupero dei beni e delle attrezzature utilmente asportabili.” (Zurli M., Luci ed ombre di miniera, Edizione Lussografica, Caltanissetta 1997)

“Così furono spenti luci e riflettori su un’intera parte di storia” economica, sociale ed industriale della Sicilia.

Fonte: Studi istituzione parco minerario Caltanissetta. Damiano Gallà

 

Autore dell'articolo: amicidellaminiera

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