Un museo nella miniera Trabonella

Egregio Signor Sindaco Campisi, le scrivo tramite il quotidiano “la Sicilia” ritenendolo l’unico mezzo per comunicare con Lei; sicuro che leggerà ed eventualmente se lo ritiene opportuno, dare una risposta a riguardo al progetto della miniera Trabonella di cui il sig. Mario Zurli, è il promotore affinché quel luogo diventi un Museo.

Ma che cosa è un museo: si definisce un Museo un luogo dove vengono raccolte e ordinate collezioni di oggetti che rivestono un interesse storico, tecnico, scientifico, artistico, in vista della conservazione e delle loro presentazione al pubblico. Il materiale e le opere appartenenti alla collezione rientrano nel patrimonio collettivo. Il museo è anche una istituzione aperta al pubblico e che fa degli studi, ricerche, visite culturali riguardanti i materiali dell’uomo e del suo ambiente, le raccoglie, le conserva, le comunica e soprattutto le espone ai fini, come dicevo prima di studio, educativi e di diletto. Queste definizioni sono concetti emanati da un organismo internazionale, certamente Lei conoscerà. Tutti questi concetti ritengo disattesi dalle autorità cittadine nisseni a riguardo la rivalutazione della miniera Trabonella.
Un noto economista contemporaneo definisce la cultura un lusso per gli italiani perché non frutta nulla. Forse ha ragione perché la cultura arricchisce solo le menti e non le tasche? Ma sappiamo tutti che le polemiche sterili non fruttano nulla. Ebbene vorrei aprire un dialogo sul progetto Zurli che pur essendo da molti anni lontano dalla mia città natale mi sento coinvolto, conservando ottimi rapporti con la mia gente nissena sia con coloro che come me sono dovuti emigrare a Torino.
Il famoso progetto di riqualificazione della miniera Trabonella grazie al giornale “La Sicilia” è giunta a Torino e non solo; oggi con grande sorpresa siamo venuti a sapere che da oltre un anno è dormiente in fondo al suo cassetto della scrivania.
Il grido di amarezza non ascoltato da Lei e dalle Istituzioni nissene ha fatto eco tra le associazioni di siciliani che hanno aderito con oltre cinquecento adesioni alle migliaia di firme dei nisseni. Certamente la massiccia adesione non è nata da un semplice momento episodico o sentimentale, la partecipazione aveva uno scopo portare a termine il progetto Trabonella come Lei aveva giustamente accolto con entusiasmo e fattibilità.
Non fare conoscere l’epopea dello zolfo i suoi protagonisti, con le loro storie, i loro drammi, il loro contesto storico- sociale, l’esistenza di quei luoghi con le loro tradizioni di industria mineraria (oggi in totale abbandono), significherebbe perdere una pagina di storia che riguarda tutta l’umanità.
Come Lei sa benissimo, e i nisseni lo hanno dimostra con i loro nomi e cognome, oggi tutto questo è diventato archeologia industriale da non perdere e non dimenticare. Ambienti e luoghi importanti per rilanciare il rapporto tra vecchi insediamenti e ambienti circostanti (prendendo in esame quello già nelle miniere di carbone in Francia, in Belgio e in altre città italiane Torino compresa che diversificando, dando nuovo valore a vecchie miniere in Musei e edifici industriali in luoghi di cultura e storia). Sono sicuro che mai come in questo momento necessita una particolare attenzione alla valorizzazione dei nostri beni culturali esistenti nella nostra Caltanissetta, che sono tesori inestimabili . E la miniera Trabonella potrà diventare una opportunità di grande valore storico-scientifico-sociale e didattico da non chiuso e abbandonare dentro un cassetto in attesa che la polvere lo cancelli, e perdere così uno spaccato di vita italiana dimenticando nei confronti di tanti uomini e carusi i sacrifici che con le loro condizioni di lavoro, la loro drammaticità e la loro morte, sono sempre stati protagonisti di opere letterarie di molti intellettuali, che in epoche diverse hanno dedicato al popolo delle miniere di zolfo; testimonianze e aneddoti: anche nelle arti visive sono molte le testimonianze con opere pittoriche, documentari e film, immagini fotografiche, che conservano un grande patrimonio.
E’ un nostro dovere non dimenticare. Il progetto Trabonella, mira a far conoscere una pagina di storia mondiale perché come Lei sa; il nostro zolfo veniva esportato in tutto il pianeta e di questo bisogna essere orgogliosi.
Spero sig. Sindaco, che quanto prima spolveri quel progetto chiuso nel suo cassetto della scrivania dando vita a una nuova Nissa. Auspico quanto prima di leggere questo suo gesto nelle pagine del quotidiano “La Sicilia” che leggo tutti i giorni grazie a internet.
Sono in attesa di una eventuale risposta se lo ritiene opportuno grazie. Cordialmente

SALVATORE VITALE

La Sicilia, 4 Settembre 2011

 

Autore dell'articolo: amicidellaminiera

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