Soltanto la “Trabonella” è zolfara recuperabile

Per incentivare il turismo a Caltanissetta e creare nuovi posti di lavoro da destinare ai giovani disoccupati della provincia di Caltanissetta è opportuno valorizzare la miniera di zolfo “Trabonella” perchè è l’unica sfruttabile in quanto ha un sottosuolo ancora fruibile, mentre, a questo fine, non sono da prendere in considerazione le miniere della “Trabia e Tallarita” e quella della “Gessolungo” poichè, per motivi diversi, non possono essere più visitate dalle migliaia di turisti che potrebbero essere coinvolti per vedere come funzionavano le “zolfare” nissene.

È quanto sostiene Mario Zurli, il quale ha riportato queste sue considerazioni in una dettagliata lettera che ha poi inviato al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, a quello della Provincia regionale nissena Pino Federico, all’attuale responsabile della Soprintendenza ai Beni Culturali Donatella Giunta ed al sindaco di Caltanissetta Michele Campisi per chiedere loro di realizzare un “progetto” (serio e concreto) destinato a valorizzare i siti di archeologia industriale e mineraria esistente nel Nisseno: e, «per evitare ulteriori “errori strategici” come quello compiuto quando è stato deciso di spendere poco più di 8 milioni di euro di finanziamento per la ristrutturazione della “Trabia e Tallarita”, mette gratuitamente a disposizione la professionalità dei responsabili dell’Associazione “Amici della Miniera” di cui è presidente e di cui fanno anche parte Gerlando Bennardo, Mario e Nunzio Amico, Salvatore Schembri, Michele Curcuruto, Gabriella Cinque, Jessica Lo Monaco, don Calogero Di Vincenzo, Antonio D’Aquila e tanti altri appassionati.
«Non condivido quanti ritengono che sia ancora possibile recuperare la miniera “Trabia e Tallarita” – sostiene Mario Zurli che ha 77 anni, e che sino all’età della pensione ha lavorato anche nelle “zolfare” Tumminelli, Gessolungo e Giumentaro – perchè una miniera di qualsiasi tipologia produttiva deve avere necessariamente l’agibilità del sotterraneo.
La miniera ubicata tra Riesi e Sommatino, che è stata chiusa nel 1975 perchè ormai scarsamente produttiva, purtroppo questa fruibilità a fini turistici non c’è l’ha più poichè risulta allagata sino a pochi metri dalla superficie. Non avendo questo requisito viene a mancare quella caratteristica in grado di attrarre veramente i turisti di tutta la regione e di tutto il mondo».
E, a questo punto, Mario Zurli “va giù pesante” e scrive: «Quando 11 anni fa è stato deciso di utilizzare il finanziamento della Regione Siciliana di 8 milioni di euro – aggiunge – chi ha realizzato i lavori non si è avvalso di persone che non conoscevano la “vita” e le cose di una miniera, per cui adesso i risultati sono sotto gli occhi di tutti: di quanto è stato fatto, di una miniera di zolfo non esiste più alcuna traccia, poichè è stata trascurata tutta la parte prettamente mineraria. I padiglioni di ingresso recuperati, compresa la ex centrale elettrica, sono stati totalmente stravolti nella struttura originaria al punto da apparire ora simili ad un moderno centro commerciale. Senza alcuna polemica, chiedo a tutti quei politici che continuano a parlare senza sapere le cose: quali sono i risultati reali ottenuti dall’utilizzazione del finanziamento? Quanti nuovi posti di lavoro hanno procurato? A quanto ammonta l’incasso dei 3.000 studenti circa che l’hanno visitato sino ad ora e che lì non hanno trovato nemmeno un bar dove poter prender un caffè o una struttura ricettiva? Se non rispondono gli altri, allora ve lo dico io: zero tagliato!!! E allora di quali itinerario minerario-turistico nisseno si continua a parlare a vanvera?».
«La verità – aggiunge Mario Zurli – è quella che la “Trabia e Tallarita”, per quanto riferito prima, non sarà mai più una miniera fruibile nel sottosuolo, e le altre miniere come la “Gessolungo” (che dopo essere stata abbandonata da decenni e visitata solo dai ladri e dai vandali è ormai ridotta ad una discarica pubblica di materiali altamente nocivi) non sono utilizzabili. Per cui l’unica che è ancora sfruttabile ai fini turistici è la Trabonella (ubicata subito dopo Terrapelata) che è stata acquisita dal Comune di Caltanissetta su suggerimento della nostra associazione e che ha quei requisiti necessari (tra cui un sottosuolo ancora visitabile) per diventare un sito minerario di grandissimo interesse turistico».

La Sicilia, 11 Ottobre 2011

 

Autore dell'articolo: amicidellaminiera

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.