Sito Trabonella, possibile finanziamento Ue, ma dal Comune arriva soltanto disinteresse

Da fuori (la Rai International, l’on. Leoluca Orlando ed altri) continuano a chiamarlo per ricevere aggiornamenti del progetto che Mario Zurli vorrebbe presentare per ristrutturare definitivamente l’ex miniera di zolfo “Trabonella” e renderla fruibile ai turisti di tutto il mondo, ma a Caltanissetta il sindaco Michele Campisi ed i componenti della sua Giunta non rispondono ai suoi appelli e non danno seguito a quella che potrebbe essere una grandissima opportunità per la città, per tanti giovani in cerca di lavoro e per numerosi commercianti che potrebbe creare nella zona vicino a Santa Barbara delle nuove attività imprenditoriali ed un nuovo albergo.
Ma Zurli, che da tempo ha costituito l’associazione “Amici della Miniera”, non demorde e, nonostante i suoi 77 anni da compiere il prossimo dicembre, va avanti con una determinazione rara per un uomo della sua età. «C’è la possibilità – spiega – di presentare alla Unione europea il progetto di ristrutturazione del sito minerario ubicato a pochi chilometri dalla città e di ottenere il finanziamento: ma deve essere il Comune, tramite la Regione Siciliana, a presentarlo e, nel caso, dovrà farlo entro il prossimo 31 agosto. Abbiamo spiegato queste cose al sindaco ed agli assessori comunali, i quali si sono dimostrati interessati alla questione, salvo poi non dare seguito alle nostre sollecitazioni».

«Per accelerare i tempi – aggiunge Mario Zurli – ho fatto predisporre un progetto di massima che potremmo affidare ai dirigenti dell’Ufficio Tecnico comunale, ma, è evidente, che che tutto rimanga fermo se il sindaco e gli assessori non daranno l’input necessario. Io lo dico con serenità ma a chiare lettere: se l’Amministrazione fa perdere questa opportunità, che per la città potrebbe costituire un serio rilancio occupazionale ed economica, e non presenterà il progetto di valorizzazione del sito minerario della Trabonella dovrà poi assumersene tutta la responsabilità. Non si può continuare a giocare con queste cose e con la pelle della gente e con il futuro di Caltanissetta. Va ricordato infine che su questo argomento abbiamo pure avviato una petizione alla quale hanno risposto oltre quattromila giovani, interessati affinchè l’iniziativa vada a buon fine: le firme, diverse delle quali sono arrivate da nisseni che abitano fuori dalla Sicilia e che credono nella bontà del progetto, sono state pure consegnate a Michele Campisi, che, evidentemente, l’ha riposto in un cassetto della sua scrivania e lo ha dimenticato non valutandone l’importanza. Onestamente non riesco a capire il perchè di tanta indifferenza…».

E mentre, con tono sinceramente amareggiato, Mario Zurli parla del progetto, che potrebbe essere finanziato dall’Unione europea che ha delle risorse economiche da destinare alla valorizzazione dei siti minerari ed alla sua fruizione: «Il progetto informale che abbiamo predisposto – spiega – potrebbe (in larga massima) venire a costare complessivamente 13 milioni di euro. Poichè la somma è consistente noi abbiamo predisposto un piano progettuale che tiene conto delle priorità per quanto riguarda la realizzazione della varie opere di ristrutturazione necessarie per far sì che i turisti possano arrivare nella miniera Trabonella e possano conoscerne la storia, ma anche come funzionava il sistema di estrazione dello zolfo e quello di flottazione. Per questo andrebbe pure recuperata la Galleria “Luzzanti”, che consentirebbe ai visitatori di entrare pure in una zona interna al giacimento zolfifero dove lo zolfo veniva estratto».

«Va inizialmente ricordato – sottolinea Mario Zurli – che esistono due finanziamenti erogati dal ministero dell’Ambiente (di 1.158 mila euro) e dall’Agenzia regionale per i rifiuti (altri 658 mila euro) destinati alla messa in sicurezza della struttura industriale e che ancora non vengono utilizzati. In aggiunta di quei 13 milioni di euro complessivi, una parte (per un importo di 2 milioni 100 mila euro) potrebbero essere destinati al ripristino del capannone esistente nel piazzale d’ingresso della miniera e la lampisteria, dove gli operai si cambiavano e dove ricaricavano le lampade che usavano all’interno della miniera, nonchè del fabbricato prima adibito a direzione ed uffici ed alla strada di collegamento che arriva alla galleria Luzzanti, dal nome dei primi imprenditori che si occuparono della miniera. Il secondo gruppo di lavori verrebbero a costare sui 2,5 milioni e 500 mila di euro, e comprenderebbero 600 mila euro per il ripristino della Galleria Luzzanti, per la riconversione dell’impianto di flottazione (che era il sistema con cui si ricavava lo zolfo puro), la ristrutturazione del fabbricato utilizzato come autorimessa degli automezzi. Nel terzo e quarto gruppo dei lavori (che prevedono un costo teorico di 8 milioni 390 mila euro) sono compresi anche i lavori per il restauro del frantoio primario e dei silos destinati alla flottazione, dei forni Gill, dei calcaroni, la riconversione dell’impianto di purificazione, il completamento della viabilità interna, dei parcheggi e della elettrificazione, nonchè la sistemazione degli arredi e della cartellonistica».

Giuseppe Scibetta, La Sicilia, 26 Luglio 2011

 

Autore dell'articolo: amicidellaminiera

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